Festa della Mamma 2026

“Non c’è medicina che curi quello che non cura la felicità di una madre.”

Nel pomeriggio di lunedì 11 maggio, la Scuola dell’Infanzia Comunale di Buguggiate si è trasformata in un piccolo mondo fatto di sorrisi, mani intrecciate, profumo di tè caldo e gesti semplici capaci di lasciare nel cuore ricordi preziosi.

Alle 16.30 ha preso il via la Festa della Mamma, un appuntamento atteso e vissuto con emozione da bambini, mamme e insegnanti, in un clima di autentica condivisione. Ad accogliere le famiglie una dolce merenda con tè e biscotti, offerta con generosità dall’Associazione Proloco di Buguggiate, che ha contribuito a rendere ancora più caloroso e speciale il momento iniziale della festa.

Tra chiacchiere, abbracci e occhi pieni di entusiasmo, il pomeriggio è poi proseguito con due attività pensate per celebrare il legame unico tra mamma e figlio. Divisi in due gruppi, i partecipanti hanno alternato esperienze diverse ma accomunate dallo stesso significato: prendersi cura l’uno dell’altro, crescere insieme, condividere tempo vero.

Nel primo laboratorio, guidati dalle maestre, bambini e mamme si sono trasformati in piccoli contadini per un giorno. Con delicatezza e attenzione hanno rinvasato piantine di fragole all’interno di vasetti decorati dai bambini stessi. Mani sporche di terra, sorrisi spontanei e sguardi complici hanno dato vita a un’attività semplice ma profondamente simbolica. Prendersi cura di una piantina, osservarla crescere giorno dopo giorno, proteggerla e nutrirla: un gesto che racconta perfettamente ciò che ogni mamma fa ogni giorno con il proprio bambino.

Nel secondo spazio, invece, il linguaggio del corpo e delle emozioni ha preso il sopravvento grazie a Francesca Maciacchini, che ha coinvolto mamme e figli in un’esperienza di gioco e danza fatta di movimento, contatto, risate e libertà espressiva. Un momento intenso e coinvolgente, dove la complicità si è trasformata in energia, tenerezza e pura gioia condivisa.

A conclusione della festa, ogni bambino ha portato a casa il proprio vasetto con la piantina di fragole, un piccolo dono da custodire e far crescere insieme alla mamma. Ma soprattutto, ciascuno è tornato a casa con qualcosa di ancora più prezioso: il cuore un po’ più pieno e felice per aver vissuto un tempo esclusivo, autentico e speciale accanto alla persona più importante della propria vita.

Perché, come scriveva Gabriel García Márquez…

“Non c’è medicina che curi quello che non cura la felicità di una madre.”